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Film in concorso:

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“Best man corner” di Jaremey McMullin

Nella scorsa edizione presentammo il film documentario “I hate ladies” delle registe svedesi Sofia Wikelid, Vanja Lamm, Agnes Wentzel Blank in cui raccontavano del riscatto femminine e l’indipendenza di Naume, unica donna boda-boda ugandese, attraverso la sua motocicletta.

Quest’anno Jaremey McMullin ci racconta degli oltre 175.000 conducenti di motociclisti che operano in tutta la Liberia.

La maggior parte di loro sono ex bambini soldato o giovani colpiti da conflitti che hanno perso opportunità economiche ed educative a causa della guerra.

Best Man Corner” racconta di giovani motociclisti di uno dei parcheggi di motociclette taxi di Monrovia, esplorando come il “trambusto motociclistico” sia un mezzo di sopravvivenza ma anche una forma per costruire la pace.

I motociclisti di Best Man Corner cavalcano per sopravvivere, ma chiariscono anche che, attraverso il motociclismo, si affermano come soggetti attivi di costruzione della pace, mettendo in atto le proprie idee per contrastare l’insicurezza e l’emarginazione della vita del dopoguerra.

Le loro esperienze sollevano domande critiche: dove si costruisce la pace? Chi costruisce la pace e i cui contributi al consolidamento della pace sono visti e riconosciuti? Come viene intesa e valutata la costruzione della pace? E come fa il film a rendere visibili aspetti altrimenti nascosti del processo di ricerca? Queste domande sottolineano come le traiettorie giovanili a lungo termine siano troppo spesso trascurate negli approcci accademici e politici alla transizione postbellica.

Jaremey McMullin è un accademico, scrittore e nuovo regista.

“Best man corner” directed by Jaremey McMullin

In the last edition we presented the documentary film “I hate ladies” by Swedish directors Sofia Wikelid, Vanja Lamm, Agnes Wentzel Blank in which they talked about the redemption of women and the independence of Naume, the only Ugandan boda-boda woman, through her motorcycle.

This year Jaremey McMullin tells us about the more than 175,000 motorcycle drivers operating throughout Liberia.

Most of them are former child soldiers or conflict-affected youth who have lost economic and educational opportunities due to the war.

“Best Man Corner” tells of young motorcyclists from one of Monrovia’s motorcycle taxi parks, exploring how the “motorcycle hustle and bustle” is a means of survival but also a way to build peace.

Best Man Corner’s bikers ride to survive, but they also make it clear that, through motorcycling, they are establishing themselves as active peacemakers, putting their ideas into action to counter the insecurity and marginalization of post-war life.

Their experiences raise critical questions: Where is peace being built? Who builds peace and whose contributions to peacebuilding are seen and recognized? How is peace building understood and evaluated? And how does the film make otherwise hidden aspects of the research process visible? These questions underscore how long-term youth trajectories are too often overlooked in academic and political approaches to post-conflict transition.

Jaremey McMullin is an academic, writer and new director.

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